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Il Cantiere
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Nell'anno 1926 il papà Dino Marchi iniziava l'attività come ditta specializzata in allestimenti navali e terrestri; nell'anno 1960 i figli Franco ed Ezio abbracciavano definitivamente il settore nautico, primi in Italia nelle costruzioni in legno lamellare incrociato, avvalendosi dei migliori progettisti nel campo delle imbarcazioni a vela e motoryacht: Giles, Uffa Fox, Paolo Caliari, Vallicelli, Yahkeedelta, ecc.
Modelli continuamente richiesti per una produzione qualificata.

L'esperienza acquisita in tre generazioni di duro lavoro pone il cantiere in una posizione di privilegio nei confronti delle aziende industrializzare.
Vanto del cantiere, infatti, è di essersi mantenuto a livelli artigianali nella lavorazione e nella produzione proprio per poter curare ogni dettaglio di costruzione e finitura.

Ma ancor di più il successo del cantiere va ricercato nella scelta dei progettisti che devono assicurare design moderno, alte doti di navigabilità, anche con vento e mare agitato, e nella flessibilità che il cantiere ha per soddisfare ogni richiesta nell'allestimento, realizzandolo secondo le esigenze dell'armatore.

Dai cantieri Marchi sino ad oggi sono innumerevoli gli scafi prodotti che solcano i mari di tutto il mondo. E' motivo di grossa soddisfazione per il cantiere aver esportato le proprie imbarcazioni dove esistono solide tradizioni nautiche e costruttori famosi quali U.S.A., Inghilterra, Francia, Australia, Germania, Spagna, Giappone, Paesi Arabi, ecc.


Il Cantiere Marchi restaura il "Gipsy Moth III"

Gipsy Moth III Nella primavera del 1998 il Cantiere Nautico dei Fratelli Marchi ha completato il restauro del Gipsy Moth III, l’imbarcazione di 12 metri in fasciame di mogano con la quale il noto navigatore inglese Sir Francis Chichester, baronetto di Sua Maestà, ha vinto la transatlantica in solitario da Plymouth (Inghilterra) a Rhode Island (USA) nel 1960. La barca, costruita nel 1959 presso il cantiere irlandese John Tyrrell di Arklow, è stata scoperta in cattive condizioni a Gibilterra e acquistata dal suo nuovo armatore inglese. L’intenzione era quella di salvare un’imbarcazione mitica come il navigatore che l’ha posseduta, il quale, sette anni più tardi, a bordo del Gipsy Moth IV, avrebbe affrontato la circumnavigazione del globo in solitario. Trasportato via mare presso il Cantiere Marchi, il Gipsy Moth III è stato sottoposto ad un radicale restauro, durante il quale si è intervenuti sul fasciame, coperta, tuga, impiantistica e parti metalliche. Dopo una serie di navigazioni in Mediterraneo l’imbarcazione ha fatto nuovamente rotta verso l’Inghilterra, sua patria di origine.

Fonte: www.cantieremarchi.com